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STUDIO SULLA SICUREZZA NELLO SCI ALPINO
Ottobre 2002

Il POOL Sci Italia ha promosso e realizzato uno studio sulla sicurezza nello sci con l'obiettivo di mettere a fuoco i principali elementi critici di questo sport.

Lo sci è uno sport dinamico, complesso, dove l'attrezzatura, l'ambiente di pratica, la preparazione psico-fisica e molti altri elementi concorrono nel creare possibili rischi per lo sciatore.
Come nella guida, le condizioni fisiche, la stanchezza, lo stato della strada, del mezzo meccanico, delle gomme, del tempo, il traffico, la velocità, l'esperienza e molto altro, concorrono nel creare situazioni di rischio potenziale più o meno elevato.
I dati raccolti negli ultimi mesi serviranno come base di partenza di un osservatorio permanente che vedrà la collaborazione di enti, organizzazioni, aziende pubbliche e private impegnati nel mondo degli sport della montagna.

I dati raccolti dal POOL Sci Italia in questo primo studio sulla sicurezza nello sci alpino sono stati analizzati e commentati dal dipartimento di Arti e Disegno Industriale (dADI) dello IUAV (Istituto Universitario di Architettura Venezia) di Venezia (settore ricerca sull'attrezzo sportivo).

SCARICA I DATI

LA STRUTTURA DELLA RICERCA:

  • Settore 1 - Comparazione tra sci e altri sport (Dati: Università di Salisburgo, Ass. Generali, National Ski Areas Association USA)
  • Settore 2 - Comparazione all'interno degli sport della montagna (Medecins de Montagne, Polizia di Stato Moena, Prov. Aut. Trento)
  • Settore 3 - Tipologie dei traumi riscontrati tra gli sciatori (Ass. Impianti Norvegese, Medecins de Montagne, Polizia di Stato Moena)
  • Settore 4 - Cause degli incidenti (Polizia di Stato Moena, Prov. Aut. Trento)
  • Settore 5 - Analisi sugli interventi di soccorso effettuati (Polizia di Stato Moena, Ass. Impianti Norvegese)
  • Settore 6 - Analisi dello stato di manutenzione degli attrezzi (Ass. Italiana Ski-Man)
  • Settore 7 - Comparazioni statistiche sul rischio di infortuni (San Vigilio di Marebbe, Folgarida Marilleva, Monte Bondone, Polizia di Stato Moena, Prov. Aut. Trento, ANEF, DSI, FISI)
  • Settore 8 - Comparazioni all'interno di categorie di cause (Polizia di Stato Moena)
  • Settore 9 - Carving (Aziende POOL Sci Italia)
  • Settore 10 - Neve programmata (Polizia di Stato Moena)
  • Agonismo - Analisi infortuni (Commissione Medica FISI, Scuola Tecnici Federali FISI, CO Fis Carving Cup)


Ecco alcuni elementi che verranno affrontati nella presentazione prevista a Modena, Presso Skipass (Fiera di Modena), giovedì 31 ottobre alle 18.30, secondo le valutazioni degli studiosi.

RAFFRONTO PASSAGGI INFORTUNI
Dati relativi a Plan de Corones 1992-2001, Folgarida Marilleva 1995-2002, Monte Bondone 1995-2002 con un totale di 127.000.000 di passaggi.
In tutte e tre le stazioni si registra un rapporto quasi costante negli anni fra numero di passaggi e incidenti e non sono individuabili le cause di alcuni scostamenti dalle medie.
Resta evidente che la probabilità che si registri un incidente "significativo" sugli sci per un dilettante che ha un comportamento "NON AGONISTICO" sulle piste è relativamente bassa, comunque molto lontana da quanto viene suggerito spesso alla pubblica opinione.


LE DUE TEORIE SUL CARVING
1) Lo sci carving ha cambiato il modo di sciare e, a causa della dinamica e delle forze nuove imposte dalla "geografia" della struttura, l'attrezzo è pericoloso. Ne consegue che gli incidenti aumentano, magari non con la stessa legge vista per l'incremento del carving nel mercato dello sci, ma almeno con un aumento numericamente proporzionale al precedente incremento.

2) La rivoluzione Carving non ha portato alcun incremento nel numero degli incidenti sugli sci, poiché le rilevazioni indicano che non vi è stato alcun incremento significativo negli anni in cui avveniva la impetuosa crescita di presenze carving in pista.

Conclusione: Il carving non ha introdotto alcun elemento di pericolosità nello sci tale da alterare le percentuali registrate quando lo stesso non esisteva.
I numeri cancellano completamente la prima teoria: il carving non ha alterato gli indici di pericolosità dello sci.


CONCLUSIONI
La sicurezza nello sport dello sci alpino è determinata da moltissimi fattori che sono variabili nel tempo, dall'andamento stagionale, all'uso più o meno appropriato delle attrezzature, alla formazione "professionale" dello sciatore. In questa analisi dei dati emergono alcuni elementi numerici incontestabili, pur con un limite di osservazioni e di rilevazioni di dati necessariamente parziale:

  • Una elevatissima percentuale di incidenti è determinata da cause accidentali non riconducibili né agli attrezzi, né alle piste, né allo scontro con altre persone.
  • La percentuale di infortuni sugli sci o nello snowboard si attesta numericamente nella media tra tutti gli sport che, in genere, vengono praticati nelle nazioni esaminate, se non al di sotto di pratiche sportive analoghe.
  • Da parecchi anni il numero di sciatori resta costante con picchi stagionali in eccesso o difetto che però non avvengono con leggi costanti ma casuali.
  • Il numero di incidenti, da parecchi anni, resta costante.
  • La rivoluzione Carving ha cambiato completamente il mercato in pochi anni senza alterare in alcun modo la percentuale degli incidenti o degli infortuni nello sci.
  • Non vi sono dati significativi che indichino che la neve programmata alteri il numero degli infortuni nello sci.
  • La preparazione dell'attrezzatura non è mediamente accurata come richiederebbe la pratica di uno sport che usa tecnologie avanzate.


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