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STUDIO SULLA SICUREZZA NELLO SCI ALPINO
Aggiornamento 2004

Nell'autunno 2002 il POOL Sci Italia, in collaborazione con il dipartimento di Arti e Disegno industriale dello IUAV di Venezia, settore Ricerca sull'Attrezzo Sportivo, ha pubblicato una ricerca il cui scopo era valutare quale fosse realmente il livello di pericolosità dello sci, quali fossero le cause principali degli incidenti e quanto, in questi incidenti, influisse l'attrezzatura.

Riassumendo in poche parole quanto pubblicato emergeva che lo sci si attesta come pericolosità nella media se non al di sotto di altri sport che tradizionalmente sono considerati molto meno pericolosi.

Altro dato che risultava evidente era che gli incidenti sono per la maggior parte dovuti a cause accidentali e che causa principale dell'incidente è tutto ciò che concorre alla formazione fisica e psichica dello sciatore.

Analizzando poi l'evolversi nel corso degli anni del rapporto tra passaggi e soccorsi in tre località di diversa importanza si registrava un rapporto quasi costante negli anni fra numero di passaggi ed incidenti e si concludeva che la probabilità che si verifichi un incidente "significativo" sugli sci per un dilettante che ha un comportamento "non agonistico" sulle piste è relativamente bassa, comunque molto lontana da quanto viene suggerito spesso alla pubblica opinione.

Da ultimo si era poi voluta verificare l'incidenza dell'aumento del numero di sci carving sul mercato sul numero di incidenti e si era concluso dimostrando che l'avvento degli sci sciancrati non ha alterato gli indici di pericolosità dello sci.

Nei due anni trascorsi dalla pubblicazione dello "Studio sulla Sicurezza nello Sci Alpino" il POOL ha continuato a raccogliere dati; questi dati non sono assolutamente in contraddizione con quanto già accertato, ma sono un ulteriore contributo alla comprensione delle cause che concorrono a determinare un incidente sui campi da sci.

Milano, 14 Ottobre 2004.

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